Protesi di spalla: la navigazione GPS e i suoi tanti vantaggi

La protesi di spalla ha lo scopo di eliminare il dolore e consentire al paziente di recuperare il movimento. Più il posizionamento della protesi è preciso, più sono i vantaggi per il paziente anche nel lungo periodo. La precisione necessaria, talvolta difficile da raggiungere, è possibile grazie alla tecnologia che permette una chirurgia di protesi navigata.

 

La tecnologia al servizio della chirurgia protesica è un alleato prezioso per il chirurgo e un grande vantaggio per i pazienti. La chirurgia computer navigata con sistema GPS, un sistema simile ai navigatori delle automobili, è la novità più recente nell’ambito della chirurgia protesica. Arrivata dagli USA nel 2018, ha mostrato fin dai suoi primi utilizzi la sua carica innovativa nel ridurre ed evitare quello che è considerato uno dei fattori più importanti da cui dipende il futuro della protesi del paziente: il malposizionamento dell’impianto dovuto a una scarsa visione della glena, cioè quella “coppa” presente sulla scapola che accoglie la testa dell’omero. Con il sistema di navigazione GPS, la visualizzazione della glena è chiara, e questo permette di posizionare l’impianto con estrema precisione. Usata all’inizio solo nei casi più critici, oggi la chirurgia protesica navigata è effettuata con convinzione dai chirurghi ogni volta sia necessario l’impianto di una protesi di spalla. 

 

Protesi navigata di spalla: un passo avanti per la chirurgia, un gran vantaggio per i malati

La protesi di spalla si utilizza quando sono presenti patologie degenerative dell’articolazione come l’artrosi, che richiedono la sostituzione dei capi articolari. In particolare, l’artrosi primaria di spalla colpisce più di frequente le donne over 65, mentre l’artrosi post-traumatica è più frequente negli sportivi. L’obiettivo della chirurgia protesica è eliminare il dolore e ridare piena funzionalità all’articolazione. Impiantare correttamente una protesi però dipende da molti fattori tra cui l’anatomia dell’articolazione gleno-omerale, spesso diversa da paziente a paziente. E’ qui che la tecnologia GPS della protesi navigata entra in gioco: l’innovazione è in un sistema di navigazione satellitare GPS computerizzato che utilizza sensori posizionati sulla spalla del paziente per seguire con estrema precisione l’anatomia del paziente. Grazie agli esami di imaging del paziente caricati nel computer che supporta il sistema di navigazione, ancor prima dell’intervento il chirurgo pianifica tutte le fasi dell’intervento e sceglie il tipo di protesi, come in un simulatore virtuale, mentre al tempo stesso calcola con precisione estrema il percorso delle azioni chirurgiche, la profondità a cui impiantare le componenti protesiche, il numero e la direzione delle viti. Durante l’intervento, i sensori inviano continuamente i dati relativi all’anatomia e al movimento dell’articolazione oltre che all’esatto posizionamento degli strumenti in mano al chirurgo. L’innovativo sistema di protesi navigata permette di escludere l’errore, seppur millimetrico, dell’occhio umano. Tutto ciò si traduce in numerosi vantaggi per il paziente:

 

  • rapido recupero post-operatorio 
  • ottimo recupero della funzionalità
  • possibilità di riprendere a praticare sport, come prima della malattia
  • eliminazione completa del dolore
  • lunga durata della protesi 

 

E’ importante sottolineare come un’eccessiva attività fisica può contribuire all’accelerazione dell’usura della protesi per quanto ben impiantata. Si sconsiglia perciò di sollevare pesi superiori a 5-10 Kg e di praticare sport ad alto impatto come il calcio o il rugby.