Spalla: con le corrette indicazioni, il PRP è efficace

FACCIAMO CHIAREZZA sull’argomento PRP, ovvero l’ormai noto plasma arricchito di piastrine, e la sua efficacia sulle patologie di spalla. Nel web e nei social c’è tanto interesse ma anche un (bel) po’ di confusione. Le indicazioni per questo tipo di terapie sono molto chiare, e questo fa la differenza tra ottenere benefici o non avere i risultati sperati. 

Le indicazioni di letteratura scientifica stabiliscono che il PRP è efficace in caso di:

  • tendinopatie in cui il tendine appare come una corda sfilacciata
  • piccole lesioni tendinee
  • post operatorio, per favorire il processo biologico di guarigione

Inoltre, l’efficacia del trattamento con PRP aumenta se l’infiltrazione avviene sotto guida ecografica.

Vuoi saperne di più delle infiltrazioni sotto guida ecografia? Leggi >> Spalla, perché scelgo le infiltrazioni con l’ecografo 

Dolore di spalla: cause e soluzioniPRP come si ottiene

Il PRP si ottiene dal sangue venoso del paziente ottenuto con un normale prelievo del sangue periferico. Dopo la necessaria centrifugazione che avviene con un kit specifico per raggiungere la concentrazione piastrinica efficace pari a circa un milione di piastrine per campo, è possibile procedere all’infiltrazione dove serve. Il concentrato piastrinico viene somministrato esclusivamente allo stesso paziente da cui viene prelevato il sangue che serve a ottenere il PRP: per questo motivo il trattamento viene definito autologo. Derivando dal sangue del paziente, l’infiltrazione con PRP non dà alcuna reazione avversa, nè tantomeno può dare rigetto, essendo materiale biologico delle stesso paziente.  

Una curiosità

Le piastrine di cui è ricco il PRP sono le cellule responsabili del fisiologico processo di coagulazione del sangue che avviene, ad esempio, quando ci tagliamo un dito. Insieme a favorire la coagulazione del sangue, le piastrine contribuiscono a rallentare la degenerazione dei tessuti delle articolazioni, a promuovere la riparazione tissutale e modulare l’infiammazione, oltre a contenere fattori di crescita (PDGF, il TGF β, il VEGF, l’IGF-1, l’FGF, e l’EGF) cioè sostanze che giocano un ruolo importante nella guarigione dei tessuti danneggiati.