Spalla: motociclisti e ciclisti più a rischio di lussazione, ma l’artroscopia la risolve

Con l’estate arriva il momento dei giri in moto e bicicletta, e per i più sportivi anche in mountain bike. In caso di trauma, la spalla è l’articolazione più a rischio di lussazione grave, una condizione in cui la lesione delle strutture capsulo legamentose fa uscire la spalla dalla sua sede naturale e qualunque movimento risulta impossibile. Riportare la spalla nella sua posizione fisiologica è una manovra da esperti e da eseguire in pronto soccorso. «In alcuni casi, però, questo non è sufficiente ad evitare che la spalla fuoriesca ancora – spiega il dottor Massimo Brignolo, a capo del Centro di chirurgia della spalla dell’Ospedale Koelliker di Torino –. Un tempo si aspettavano nuovi episodi di lussazione prima di intervenire. Oggi però i pazienti richiedono recupero rapido della funzionalità di spalla e veloce ritorno alle attività sportive di prima, senza il timore di altre lussazioni scapolo-omerale. Il trauma produce la fuoriuscita dell’omero dalla sua sede naturale, ovvero dalla glena nella scapola, che può provocare anche una lesione ossea, una sorta di frattura del margine anteriore della glena scapolare. Nei casi di lussazione con lesione ossea, un tempo si effettuava la chirurgia a cielo aperto e la spalla veniva stabilizzata con viti piuttosto lunghe. Oggi, invece, si può intervenire con una innovativa tecnica artroscopica sulle lussazioni gravi, anche di non sportivi».

I vantaggi dell’artroscopia nella lussazione di spalla

Inventata dall’ortopedico e traumatologo francese Pascal Boileau del Centro ospedaliero universitario di Nizza, l’innovativa tecnica artroscopica chiamata di Laterjet è stata importata ed eseguita per la prima volta in Italia, a Torino, dal dottor Massimo Brignolo che oggi è anche punto di riferimento per l’insegnamento della tecnica ad altri chirurghi. «L’instabilità traumatica della spalla – continua l’esperto – è piuttosto frequente nei giovani e negli sportivi che praticano sport da contatto come il rugby, oltre alla mountain bike, motociclismo e anche surf. La tecnica artroscopica mininvasiva di Laterjet evita l’intervento a cielo aperto, con taglio chirurgico, un tempo necessario per stabilizzare la spalla e colmare la perdita di osso causata dalla lussazione traumatica. Questa operazione, oggi, avviene invece attraverso alcuni piccoli fori necessari per l’inserimento dell’artroscopio dotato di videocamera ad alta risoluzione, e ciò che prima veniva eseguito a cielo aperto, oggi avviene in artroscopia. Pertanto – prosegue il chirurgo specialista di spalla – la perdita di osso viene riparata in artroscopia con il prelievo di un piccolo osso della spalla, chiamato coracoide, che viene sezionato dalla sua posizione originaria e fissato con piccoli bottoni alla zona della glena che necessita di rinforzo. In questo modo la spalla viene stabilizzata in artroscopia. Inoltre, sempre durante la stessa artroscopia, si può intervenire su lesioni o lassità di tendini o legamenti coinvolti nell’instabilità di spalla. Con questa innovativa tecnica artroscopica – conclude il dottor Brignolo – i risultati sono più precisi, non c’è l’incisione chirurgica, il rischio di complicanze è ridotto, mentre i tempi di recupero sono veloci. In molti casi, in base alla guarigione biologica e alla fisioterapia, già dopo 3 mesi il paziente può tornare in sella della sua moto o bicicletta».