Spalla, oggi la protesi è guidata dai sensori

La tecnologia, ancora una volta, rivoluziona la chirurgia protesica. Si tratta della chirurgia computer navigata che, grazie a uno speciale sistema dotato di sensori e alla simulazione virtuale, permette l’impianto di protesi di spalla con precisione impensabile prima. Un successo per la chirurgia, un gran vantaggio per i malati, soprattutto donne over65 e sportivi, i più colpiti dalle patologie di spalla, che oggi possono confidare in impianti duraturi e rapido recupero post operatorio. Ne parliamo con il dottor Massimo Brignolo, ortopedico dell’Istituto Koelliker di Torino che ha effettuato il maggior numero di interventi in Italia e unico referente per il Piemonte per la chirurgia computer navigata di spalla.

 

Risolvere il dolore e ridare al malato di artrosi di spalla qualità di vita e di movimento è l’obiettivo della chirurgia protesica. «Posizionata con grande precisione – spiega il dottor Massimo Brignolo, ortopedico specialista di spalla dell’Istituto Koelliker di Torino – la protesi è in grado di eliminare il dolore e ripristinare la funzione della spalla mediante la sostituzione delle componenti degenerate, a causa di patologie artrosiche o per esiti traumatici, sia a livello dell’omero che della scapola. Impiantare correttamente una protesi però dipende da molti fattori tra cui anche l’anatomia dell’articolazione gleno-omerale spesso diversa del paziente. La chirurgia computer navigata – dice l’esperto della tecnica – permette di impiantare entrambe le componenti della protesi nella posizione appropriata, con risultati migliori, rispetto ad ogni altra tecnica, sia nel recupero post operatorio del paziente sia nella longevità dell’impianto. Questo significa dare al paziente una protesi che migliora la qualità di vita».

Protesi di spalla, innovazione e futuro

Arrivata dagli USA nel 2018, in Italia la chirurgia computer navigata è stata adottata, all’inizio, nei casi critici. Oggi è ampiamente usata in tutti i casi in cui sia necessario l’impianto di una protesi di spalla. «Per il chirurgo, l’elemento critico nella chirurgia protesica di spalla – sottolinea l’esperto – è riuscire ad avere una chiara visuale sulla glena, ovvero la coppa presente nella scapola che accoglie la testa dell’omero. Le due componenti, insieme, costituiscono l’articolazione gleno-omerale, comunemente chiamata spalla, e ne garantiscono il movimento su tutti i piani. Durante l’intervento, riuscire a vedere la glena e posizionare senza errori neppure millimetrici la componente protesica, è uno dei fattori più importanti da cui dipende il futuro della protesi del paziente.

L’innovazione – prosegue il dottor Brignolo – sta in un sistema che “aggancia” uno speciale computer con funzione di navigatore a un sistema di sensori posizionati sulla spalla del paziente. Perché questo avvenga, è necessario che il chirurgo pianifichi l’intervento, come in un simulatore virtuale, a partire dal caricamento nel sistema di navigazione di una particolare TC a scansione sottile effettuata dal paziente.

Durante l’intervento, i sensori sul paziente inviano continuamente al computer i dati relativi all’anatomia e al movimento dell’articolazione, oltre all’esatta localizzazione tridimensionale degli strumenti nelle mani del chirurgo. Pertanto, sullo schermo del computer compare, come fosse il navigatore delle nostre auto, la mappa 3D dei gesti del chirurgo che segue la traccia fornita durante la pianificazione preoperatoria e, se necessario, può modificare il percorso in base alla situazione reale intra operatoria».

Protesi navigata, vantaggi

Comprensione e visione real time della forma 3D della scapola, precisione, accuratezza si traducono per il paziente in una migliore stabilità della protesi. «Questo innovativo sistema permette di escludere l’errore, seppur piccolo, dell’occhio umano – sottolinea l’esperto della tecnica di chirurgia computer navigata –. Infatti, con la pianificazione simulata prima dell’intervento, il sistema non solo fornisce al chirurgo informazioni utili per la scelta della protesi adatta all’anatomia e problema del paziente, ma calcola anche con precisione estrema la road map delle azioni chirurgiche con le angolazioni di fresatura della glena e la profondità a cui impiantare le componenti protesiche, oltre a numero e direzione delle viti.

Per il paziente significa avere una spalla nuova e funzionale, poter riprendere a fare sport come prima della malattia degenerativa, inclusi nuoto, tennis e golf, e tornare alla propria vita senza dolore. Il normale uso della protesi, così come accade per l’articolazione, comporta un grado di usura commisurabile all’uso. L’eccessiva attività fisica, infatti, potrebbe accelerare l’usura della protesi e ridurne la sua longevità che, grazie a questo innovativo sistema, in molti casi, può superare i 10-15 anni.

Tuttavia, sebbene più stabile e meglio impiantato, come per tutti gli altri impianti di spalla, è sconsigliato sollevare pesi superiori a 5-10 kg o praticare sport ad alto impatto come rugby o calcio».