Teleortopedia di spalla in Fase 2: tutto in video, dal triage ai controlli

Articolo pubblicato su Orthoacademy.it

Ci sono gli scettici, quelli che non concepiscono l’uso della consulenza video in ortopedia. Figuriamoci i controlli post-operatori. Nell’incertezza del momento, però, l’ortopedia privata e convenzionata, negli ospedali e nei centri privati, è ripartita con sistemi di triage che controllano temperatura e posizionamento della mascherina, ma anche con agende più lunghe e meno fitte di appuntamenti per evitare assembramenti. In questa Fase 2, chi aveva già fatto esperienza di piattaforme di telemedicina per visite e controlli, prova a ottimizzare i tempi con un’organizzazione dei controlli post-operatori, e consulenze, che continua ad essere “video” anche per la chirurgia di spalla.

Abbiamo intervistato il dottor Massimo Brignolo, responsabile del Centro di chirurgia della spalla dell’ospedale Koelliker di Torino, che ci ha raccontato la sua esperienza di “teleortopedia” in questo inizio di Fase 2.

Dottor Brignolo, la “teleortopedia” funziona?
Il videoconsulto ha tanti vantaggi, primo tra tutti quello di permettere una prima valutazione del problema del paziente ed effettuare quindi una sorta di “videotriage” che aiuta a stabilire la necessità di visitare il paziente in ambulatorio in un esame obiettivo tradizionale. Nella Fase 1, infatti, mi è capitato di ricevere richieste di visite per emergenze che in realtà non erano tali. Allo stesso tempo, però, molti pazienti hanno e avevano comunque bisogno di controlli, consulenze, consigli specialistici, e in diversi casi io avevo bisogno della presenza durante il videocontrollo di uno dei miei fisioterapisti, anche loro bloccati a casa, per spiegare correttamente gli esercizi da svolgere o per risolvere qualche dubbio in fase di riabilitazione.

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