Lesione di cuffia: è possibile preservare il capo lungo del bicipite?

Lesione di cuffia: è possibile preservare il capo lungo del bicipite?

Sintesi dell’articolo “Lesione di cuffia: come preservare il capo lungo del bicipite“, pubblicato sul sito di Clinica Sedes Sapientiae il 2 ottobre 2026. Contenuto originale: link.

La lesione della cuffia dei rotatori coinvolge spesso anche il capo lungo del bicipite. Oggi, in casi selezionati, è possibile ripararla conservando questo tendine, con benefici per la stabilità della spalla e per l’aspetto estetico del braccio.

La cuffia dei rotatori, l’insieme di tendini che avvolge la testa dell’omero, garantisce movimento e stabilità alla spalla. Quando uno di questi tendini si lesiona, il capo lungo del bicipite, che le è anatomicamente molto vicino, è spesso coinvolto da fenomeni infiammatori, degenerativi o di instabilità.

Non tutte le lesioni richiedono un intervento: la chirurgia viene valutata in base ai sintomi, alla qualità dei tendini, all’anatomia della spalla e alle esigenze funzionali del paziente, e nella maggior parte dei casi si esegue in artroscopia.

Tradizionalmente la riparazione prevedeva la tenotomia o la tenodesi del capo lungo del bicipite. Oggi, in casi selezionati, è possibile conservarlo, con vantaggi funzionali (stabilità della spalla), estetici (si evita la deformità del “pallino” del bicipite) e ricostruttivi (il tendine può fungere da supporto biologico nella riparazione).

La scelta della tecnica chirurgica viene fatta caso per caso e può essere accompagnata da supporti biologici come il PRP autologo.

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